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lunedì 21 giugno 2010

La vita in rete, prima della rete

Erano i tempi in cui Pasolini scriveva
le sue pagine ribelli:
fuori dagli schemi proclamava la sua vita
dichiarandosi uomo vero immerso nel nulla:
dopo la sua, ogni vitalità fu disperata.

E oggi, che ci faresti, tu, compagno Pierpaolo,
con questa macchina
con queste pagine
con queste finestre
con questi tasti?
Dove navigheresti? Anzi: navigheresti o no?
Forse la troveresti troppo omologata:
un imbuto che decide cosa buttare giù, in pancia.
E ti sfama secondo la sua autoritaria volontà.

Le notizie, in fondo, sono un piacevole sonnifero.
Tutto il resto concilia il sonno con più finezza.
Ma è il sonno la meta non citata ma sempre voluta
e nascosta dietro lo specchio (pardon, lo schermo).

Chissà se scriveresti ancora
le tue pagine in qualche blog o su facebook.
Chissà se avresti mai fondato un tuo sito o un forum.
Chissà che avresti detto di tutti sti rottami in rete.

Ma quello era il tuo tempo: e non c’era spazio
per Internet. Era il tempo della carta e dell’inchiostro.
Dei ragazzi di vita agli angoli delle strade
e dei ragazzi incazzati lungo le strade.
Era il tuo tempo, Pierpaolo. E tutto ciò era solo un sogno.
Oggi, che sembra quasi un incubo,
mi chiedo solo se quella carta, quella fatica nervosa
per scrivere e abbozzare un pezzo, quella ignoranza faticosa
figlia di biblioteche e librerie, quella solitudine imparziale
di un viottolo la sera con dei ragazzi che giocano ,

non fossero meglio di questa disperata interconnessione.


2 commenti:

  1. MERAVIGLIOSA LUCA COMPLIMENTI!!!BELLISSIMA!!!L HO RILETTA UN SACCO DI VOLTE E NE RIMANGO SEMPRE PIù AFFASCINATA! Desy

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  2. grazie Desy, l'ho scritta con la passione. con tanta passione. mi conosci, sono sanguigno

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