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mercoledì 30 giugno 2010

Mille e non più mille*

*si stima che ogni anno in Italia, siano mille i morti sul lavoro


Bianco
come il sudario
che ora ti copre
e ti cela il viso;
viso sfigurato
disumanamente distrutto
e rapito
allo sguardo dei cari.
Pendono
ai lati della lettiga
le tue mani
scure e lavorate,
con le unghie
rotte e insanguinate:
ultimo abbozzo
del tuo faticare,
sbullonando
e smanettando
instancabile
come un perfetto ingranaggio
di un’insensata macchina.
Nulla ormai servono
le lacrime
di compagni e colleghi:
morto ora
e morto per sempre.
Morto sul lavoro
titoleranno tutti i giornali,
funerali di Stato, forse,
ti daranno il congedo:
facce disfatte
dal dolore
e dal rimpianto
di un amico perso,
lavorando.

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