Come parli?
Non importa.
-
Di che colore
hai la pelle?
Non importa.
-
Che Dio preghi?
Non importa.
-
Sei mio fratello;
comunque.
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mercoledì 19 gennaio 2011
C'eri
Un anno fa c’eri tu c’ero io
e c’era Woody Allen e la bigliettaia scorbutica
e l’aperitivo a base di birra
e piazza Maggiore sotto la pioggia e io e te stretti
per non bagnarci. E i portici. E il portone
di casa tua. E le cene e i nostri film...
.....
E c’era il taxi che mi portava a casa perché alle due
il ventisette non gira più. E c’era il tuo sguardo
e tu alla stazione e io che ti sorprendevo.
E i tuoi silenzi. Lunghi e asfissianti. E i tuoi occhi
(dio mio i tuoi occhi verdi...)
di amante, di madre, di ninfa e di divinità finta.
E casa mia. E le cene e i nostri discorsi sul terrazzo.
....
C’erano mille cose. Ora più nessuna. Tanto che credo
che non siano mai esistite. Tanto che il tuo odore
lo ricordo appena. Tanto che non so quasi più
che senso avessero le mie mani tra i tuoi capelli
rossastri e il rumore che faceva.
e c’era Woody Allen e la bigliettaia scorbutica
e l’aperitivo a base di birra
e piazza Maggiore sotto la pioggia e io e te stretti
per non bagnarci. E i portici. E il portone
di casa tua. E le cene e i nostri film...
.....
E c’era il taxi che mi portava a casa perché alle due
il ventisette non gira più. E c’era il tuo sguardo
e tu alla stazione e io che ti sorprendevo.
E i tuoi silenzi. Lunghi e asfissianti. E i tuoi occhi
(dio mio i tuoi occhi verdi...)
di amante, di madre, di ninfa e di divinità finta.
E casa mia. E le cene e i nostri discorsi sul terrazzo.
....
C’erano mille cose. Ora più nessuna. Tanto che credo
che non siano mai esistite. Tanto che il tuo odore
lo ricordo appena. Tanto che non so quasi più
che senso avessero le mie mani tra i tuoi capelli
rossastri e il rumore che faceva.
Bistrot
Ho visto una stella polare
in cielo:
era la mia vita lenta
che naufragava indistinta;
così ho attraversato la strada
e al tavolino di un bar
ho ordinato un caffè:
sul fondo della tazzina il fresco
della mattina:
così ho visto l’alba spuntare.
Poi sono tornato in strada
e mi sono messo a ridere,
come avessi vinto una partita a scopa.
in cielo:
era la mia vita lenta
che naufragava indistinta;
così ho attraversato la strada
e al tavolino di un bar
ho ordinato un caffè:
sul fondo della tazzina il fresco
della mattina:
così ho visto l’alba spuntare.
Poi sono tornato in strada
e mi sono messo a ridere,
come avessi vinto una partita a scopa.
Soltanto per amore
Soltanto per amore
e niente più che per amore:
la tua paura di fallire
che mi fa tremare, temere
che tu fallirai. Ma non lo farai;
l'assurdo di tacere
quando vorrei urlare, sapendo
di fermirmi, e morire muto;
tu non sarai altro che un fiocco
di neve sciolto, un sogno
mutilato, caduto dal cielo,
appunto come un fiocco di neve;
quei fiori che saranno già morti
e forse ormai pure bruciati,
due mesi già sono passati:
ma non li ho mai sprecati.
Ti ho pensato.
Soltanto per amore,
niente più che per amore.
e niente più che per amore:
la tua paura di fallire
che mi fa tremare, temere
che tu fallirai. Ma non lo farai;
l'assurdo di tacere
quando vorrei urlare, sapendo
di fermirmi, e morire muto;
tu non sarai altro che un fiocco
di neve sciolto, un sogno
mutilato, caduto dal cielo,
appunto come un fiocco di neve;
quei fiori che saranno già morti
e forse ormai pure bruciati,
due mesi già sono passati:
ma non li ho mai sprecati.
Ti ho pensato.
Soltanto per amore,
niente più che per amore.
Più fragile del fieno
Perché sei più fragile del fieno
e più timida
di un velo di sposa:
tacita, e muta, silenziosa
col tuo groppo in gola
e mie carezze a scaldarti la schiena.
Poco importa del resto
che sia bene o male o dolore
o sudore,
poco importa di quanto largo
sia il fiume e di quale salto serva
ad arrivare di là:
io qua
intensamente con te
vivrò i giorni che ti faranno bella,
vivrò la tua noia rattrappita
sicuro che sul tuo seno
apparirà una luce nuova,
diversa,
incantevole.
e più timida
di un velo di sposa:
tacita, e muta, silenziosa
col tuo groppo in gola
e mie carezze a scaldarti la schiena.
Poco importa del resto
che sia bene o male o dolore
o sudore,
poco importa di quanto largo
sia il fiume e di quale salto serva
ad arrivare di là:
io qua
intensamente con te
vivrò i giorni che ti faranno bella,
vivrò la tua noia rattrappita
sicuro che sul tuo seno
apparirà una luce nuova,
diversa,
incantevole.
giovedì 6 gennaio 2011
Non un attimo di vita sprecata
Sono la foglia che va a ritroso
e l'assetato che tira un sorso:
vento fremente
tempo che passa,
lancette che fluttuano sparse:
il fiatone dopo una corsa.
Ma sono anche la voce che si alza:
la palla tirata
che rimbalza, contro un muro,
duro, cupo. Che torna a giocare:
come nulla fosse stato:
non un attimo di vita sprecata.
e l'assetato che tira un sorso:
vento fremente
tempo che passa,
lancette che fluttuano sparse:
il fiatone dopo una corsa.
Ma sono anche la voce che si alza:
la palla tirata
che rimbalza, contro un muro,
duro, cupo. Che torna a giocare:
come nulla fosse stato:
non un attimo di vita sprecata.
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