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venerdì 24 settembre 2010

Il mondo ha bisogno anche di una ragazza in lacrime

Il mondo ha bisogno anche di una ragazza
in lacrime
appena scesa dall’autobus.
Cappello di paglia blu in testa:
vestitino turchese, viola, estivo, arioso,
che lascia intravedere le linee di un corpo
che ama e chiede e pretende amore.

Una ragazza sbraita, impreca,
si dimena per un motivo che nemmeno lei conosce
se non il suo braccio bucato
vuoto, svuotato di linfa, riempito di rabbia
cocente, dolorante, stringente.
Soffocante.

E riprende il cammino. Senza meta, con copiose
lacrime che dagli occhi le rigano tutto il viso
perdendo sulle sue gote bianche
quel poco di trucco e belletto
che si era data
per sentirsi più felice. Più attraente.
Lui non verrà. Lei cercherà l’amore altrove.

lunedì 20 settembre 2010

Chi sei tu?

"Chi sei tu?
Tu non sei nessuno
"
Le parole di un bambino sanno sventrare
il reale meglio di tante speculazioni.
Il pensiero così si orienta al reale più congruo:
più attinente, più contingente.
Essere. Nessuno. Due entità per una esistenza.
E' questo oggi il mio stato?
Sociale e personale, limpido e privo
di ogni frustrazione? come di ogni eretica
supposizione di ottimismo?
Analisi impraticabile se non con l'azzardo.
E allora non c'è soluzione diversa: vivere.

venerdì 17 settembre 2010

Mezzaluna

dopo quasi due settimane di silenzio, un bellissimo incontro qualche giorno fa alla Libreria delle Moline per CasaDeiPensieri ritorno a scrivere.
anche perché c'è sempre bisogno di scrivere, di comunicare. e oggi vorrei pubblicare una poesia di un po' di tempo fa, direi 2006. questo non perché non ne abbia di nuove, ma perché buona parte di quelle nuove fanno parte di una raccolta che è in gara in un importante premio letterario. per cui, nell'attesa di conoscere l'esito, buona lettura con "Mezzaluna"



Mezzaluna del sedici novembre
così bella e spaurita
in un cielo così piccolo:
dietro le nuvole scure,
come se Dio avesse posto
un caffellatte fumante
dinanzi al tuo ventre grigio.
E poi guarda, Mezzaluna,
guarda questi rami scuri
che tagliuzzano la sera
in tanti brandelli blu scuro;
la notte che avanza lenta
con il suo passo che ancora
ci fa un po’ di paura,
che un po’ cerchiamo illudendoci
che lasci spazio ai sogni
e a quella vita che il sole
scioglierebbe presto, troppo presto.

Prega gli angeli, Mezzaluna,
prega che arrivi tardi domani
perché sarà più bello baciarsi
pensando di essere quasi déi
annegati in una lunga eterea notte:
ma ora sposta quei veli
che coprono il tuo corpo pieno
tra il materno e il piacente.

Ti saluto Mezzaluna, ti lascio
bucare il muro di nuvole
che ti opprime
e soffoca
il tuo chiacchiericcio con le stelle:
esci anche stasera,
anche se pioverà e farà freddo,
anche se scoppierà la guerra
e il mondo magari finirà:
rimani ferma e fissa,
inchiodata
al paradiso degli uomini
come guardiano della nostra follia.


luca gamberini

lunedì 6 settembre 2010

16 Settembre, Giovedì, Libreria delle Moline, via delle Moline 3/a
ore 18,30

“La poesia”
Dialogo con Gregorio Scalise
Intervengono Bruno Brunini, Patrizia Finucci Gallo e Luca Gamberini

mercoledì 1 settembre 2010

Altrove

Non lontano, ma altrove
là porterò i miei passi
tra lo spaesato e il temerario,
senza dubbi né rancori
come piuma al vento;
come altrove guardano
i gabbiani
quando sale il temporale
e un altro mare
si volgono a cercare.