E' strano d'estate, quasi in vacanza, in luglio, alzarsi alle 6.40 del mattino.
E' strano solo se dopo qualche ora non avrai una tesi da discutere.
Ho ancora nelle orecchie l'eco del musical di ieri sera,
del "Bacio della donna ragno". Teatro Comunale non pieno, anzi mezzo vuoto.
A parte lei. Una bellissima bionda giusto accanto a me,
che come tutte le divinità teatrali dopo il primo tempo è sparita, per poi
materializzarsi a fine spettacolo.
Qualche chiacchiera....qualche scambio di battuta, vedute...poco più
taciturna come le ninfe: ma dagli occhi oltre mare in grado di descrivere più parole loro
che un intero poema.
Biondo cenere, fine collana di perle, tailleur crema con nuance nocciola.
Un aroma di fiori di campo come profumo. Erba, rosa pestata, pesca.
Quattro o cinque bracciali. Tutti naturalmente firmati.
Tacchi alti, neri. Di classe, di gusto. Elegante come solo certe donne sanno esserlo.
Anche perché non tutte possono esserlo.
E mentre lo spettacolo c'era, andava, viveva.
La libertà, la rivoluzione, il cinema incanto continuo rullo compressore che vibrava
nella mente di un omosessuale che imparava il verbo amore. E l'altro, suo compagno,
carcerato come lui, che imparava che il mondo non si è fermato a Marx
e al materialismo dialettico. E infine, come in un film, come solo in un film,
dopo le torture, dopo le botte, dopo il sangue e il veleno,
si amavano. E uno donava all'altro la sua vita per un ideale: la libertà
e l'amore di una certa M... Così la donna ragno entrava in scena per l'ultima volta
e si lanciava in un tango sfrenato, erotico, passionale, sensuale...
e mentre il tango andava io pensavo alla bionda scomparsa: chissà dov'era....
Finiva lo spettacolo. Uscivo.
Mi ricordavo solo allora che oggi avrei dovuto discutere una tesi di laurea.
Sigaretta di fronte ai portoni di via Zamboni. Poi a casa. Poi a casa a veder di dormire.
E così è stato. E ora, col sole che ha bucato la finestra troppo presto
mi ritrovo già in piedi. Con vaghe sensazioni anomale a dettare tempi ancora più
anomali al mio cuore.
Uscirò. Mangerò. Andrò. Salirò. Discuterò....
poi si vedrà.
Guarderò se attorno a me vedrò ancora quella bionda di ieri sera:
e se così sarà
lancerò in aria la corona d'alloro, lascerò a terra la giacca e la cravatta
e in piazza Verdi la stringerò a me,
assaporando ancora la sua eleganza, il suo fascino,
la sua civetteria. E ci lanceremo in un tango sfrenato fin tanto che non torni sera
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