(Ba'aquba, Iraq, 16 Marzo 2006)
Samir! Jasmine! Yasser!
Correte piccoli, angeli infelici:
sulle vostre spalle un freddo giaciglio
di bianche piume e sogni squartati.
Lasciati vagare soli nel mondo
da un Fato troppo cupo e crudele
per pensare che un qualche dio lontano
possa volere questo cieco male;
eppure nel vostro fiato affannato
d'una vita spesa a salvarsi invano
cosa resta oggi sul selciato scuro?
Una fossa che puzza già d'abisso.
Le vostre risa ingenue, ora tacciono;
fracassate dal sordo frastuono
d'un insensato odio ora fatto cenere:
un boato è stato il vostro stupore.
Ma ora già vagate tra i cigli celesti,
di tersa aria in chiara aria, verso i sogni
che quaggiù sono rimasti a penzolare
su d'un filo invisibile a questi uomini.
Samir! Jasmine! Yasser!
La vostra madre ha ancora grida di pace;
la vostra scuola ancora v'attende aperta;
i vostri amici già piangono tristi.
E in questo giorno uguale a tanti altri
salite al cielo bimbi già grandi:
perché incappaste troppo presto
nell'odio umano, orribile capestro.
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