dopo quasi due settimane di silenzio, un bellissimo incontro qualche giorno fa alla Libreria delle Moline per CasaDeiPensieri ritorno a scrivere.
anche perché c'è sempre bisogno di scrivere, di comunicare. e oggi vorrei pubblicare una poesia di un po' di tempo fa, direi 2006. questo non perché non ne abbia di nuove, ma perché buona parte di quelle nuove fanno parte di una raccolta che è in gara in un importante premio letterario. per cui, nell'attesa di conoscere l'esito, buona lettura con "Mezzaluna"
Mezzaluna del sedici novembre
così bella e spaurita
in un cielo così piccolo:
dietro le nuvole scure,
come se Dio avesse posto
un caffellatte fumante
dinanzi al tuo ventre grigio.
E poi guarda, Mezzaluna,
guarda questi rami scuri
che tagliuzzano la sera
in tanti brandelli blu scuro;
la notte che avanza lenta
con il suo passo che ancora
ci fa un po’ di paura,
che un po’ cerchiamo illudendoci
che lasci spazio ai sogni
e a quella vita che il sole
scioglierebbe presto, troppo presto.
Prega gli angeli, Mezzaluna,
prega che arrivi tardi domani
perché sarà più bello baciarsi
pensando di essere quasi déi
annegati in una lunga eterea notte:
ma ora sposta quei veli
che coprono il tuo corpo pieno
tra il materno e il piacente.
Ti saluto Mezzaluna, ti lascio
bucare il muro di nuvole
che ti opprime
e soffoca
il tuo chiacchiericcio con le stelle:
esci anche stasera,
anche se pioverà e farà freddo,
anche se scoppierà la guerra
e il mondo magari finirà:
rimani ferma e fissa,
inchiodata
al paradiso degli uomini
come guardiano della nostra follia.
luca gamberini
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