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giovedì 16 dicembre 2010

Black, (a un cane, a tutti i cani e gli animali che crediamo "soltanto" da compagnia)

Mi sei saltato addosso con tutta la forza
che avevi,
fremente come vento di marzo, giocoso
e festoso: mi riconoscevi.
Impazzivi di gioia. Ma tacevi.
La tua lingua umida era la tua parola:
come ai bambini si racconta il mondo in una favola;
un simbolo. Del tuo affetto. Diretto.
Immediato. Genuino e imprecisato.
Sdraiato a gambe all’aria
mille furbizie studiavi per guadagnarti
le mie carezze. E che fossi felice lo leggevo
con certezza nei tuoi occhi.
Mordicchiandomi una mano mi hai salutato.
Come piccoli chicchi di grandine sulle dita
mi hai detto a presto.

A presto. A presto.

Alla prossima volta che vorrai farti sentire amato
da chi per parlare tutti credono
sia costretto soltanto ad abbaiare.

domenica 21 novembre 2010

Anche se tu sapessi che io t'amo

Anche se tu sapessi che io t’amo
tu cosa potresti fare?
Cambia forse il mare per una goccia di pioggia
di più? Muta forse direzione il vento
per il soffio indispettito di un bimbo
che si vede volar via l’aquilone?
C’è forse senso nell’onda che abbatte
il castello di sabbia
e liscia appena i piedi senza loro ferire?

Nulla.
Come nulla di più che il silenzio
può sopportare il mio cuore muto e docile.
Che non sa far altro che guardare fuori
dalla finestra attendendo un tuo gesto
come cane fermo al palo
fuori d’un negozio in attesa del padrone.

domenica 10 ottobre 2010

mostra fotografica alla Feltrinelli International

fino al prossimo 31 ottobre vi invito a visitare la mostra fotografica c/o La Feltrinelli International di via Zamboni 7b. troverete una mia fotografia dal titolo "il palazzo dei banchi"

qui sotto il link del Corriere di Bologna che ne parla:

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cultura/2010/1-ottobre-2010/estate-rivissuta-gli-scatti-lettori-mostra-vostre-foto-1703866911937.shtml

sabato 9 ottobre 2010

Samir, Jasmine, Yasser!

(Ba'aquba, Iraq, 16 Marzo 2006)

Samir! Jasmine! Yasser!
Correte piccoli, angeli infelici:
sulle vostre spalle un freddo giaciglio
di bianche piume e sogni squartati.

Lasciati vagare soli nel mondo
da un Fato troppo cupo e crudele
per pensare che un qualche dio lontano
possa volere questo cieco male;

eppure nel vostro fiato affannato
d'una vita spesa a salvarsi invano
cosa resta oggi sul selciato scuro?
Una fossa che puzza già d'abisso.

Le vostre risa ingenue, ora tacciono;
fracassate dal sordo frastuono
d'un insensato odio ora fatto cenere:
un boato è stato il vostro stupore.

Ma ora già vagate tra i cigli celesti,
di tersa aria in chiara aria, verso i sogni
che quaggiù sono rimasti a penzolare
su d'un filo invisibile a questi uomini.

Samir! Jasmine! Yasser!
La vostra madre ha ancora grida di pace;
la vostra scuola ancora v'attende aperta;
i vostri amici già piangono tristi.

E in questo giorno uguale a tanti altri
salite al cielo bimbi già grandi:
perché incappaste troppo presto
nell'odio umano, orribile capestro.

venerdì 24 settembre 2010

Il mondo ha bisogno anche di una ragazza in lacrime

Il mondo ha bisogno anche di una ragazza
in lacrime
appena scesa dall’autobus.
Cappello di paglia blu in testa:
vestitino turchese, viola, estivo, arioso,
che lascia intravedere le linee di un corpo
che ama e chiede e pretende amore.

Una ragazza sbraita, impreca,
si dimena per un motivo che nemmeno lei conosce
se non il suo braccio bucato
vuoto, svuotato di linfa, riempito di rabbia
cocente, dolorante, stringente.
Soffocante.

E riprende il cammino. Senza meta, con copiose
lacrime che dagli occhi le rigano tutto il viso
perdendo sulle sue gote bianche
quel poco di trucco e belletto
che si era data
per sentirsi più felice. Più attraente.
Lui non verrà. Lei cercherà l’amore altrove.

lunedì 20 settembre 2010

Chi sei tu?

"Chi sei tu?
Tu non sei nessuno
"
Le parole di un bambino sanno sventrare
il reale meglio di tante speculazioni.
Il pensiero così si orienta al reale più congruo:
più attinente, più contingente.
Essere. Nessuno. Due entità per una esistenza.
E' questo oggi il mio stato?
Sociale e personale, limpido e privo
di ogni frustrazione? come di ogni eretica
supposizione di ottimismo?
Analisi impraticabile se non con l'azzardo.
E allora non c'è soluzione diversa: vivere.

venerdì 17 settembre 2010

Mezzaluna

dopo quasi due settimane di silenzio, un bellissimo incontro qualche giorno fa alla Libreria delle Moline per CasaDeiPensieri ritorno a scrivere.
anche perché c'è sempre bisogno di scrivere, di comunicare. e oggi vorrei pubblicare una poesia di un po' di tempo fa, direi 2006. questo non perché non ne abbia di nuove, ma perché buona parte di quelle nuove fanno parte di una raccolta che è in gara in un importante premio letterario. per cui, nell'attesa di conoscere l'esito, buona lettura con "Mezzaluna"



Mezzaluna del sedici novembre
così bella e spaurita
in un cielo così piccolo:
dietro le nuvole scure,
come se Dio avesse posto
un caffellatte fumante
dinanzi al tuo ventre grigio.
E poi guarda, Mezzaluna,
guarda questi rami scuri
che tagliuzzano la sera
in tanti brandelli blu scuro;
la notte che avanza lenta
con il suo passo che ancora
ci fa un po’ di paura,
che un po’ cerchiamo illudendoci
che lasci spazio ai sogni
e a quella vita che il sole
scioglierebbe presto, troppo presto.

Prega gli angeli, Mezzaluna,
prega che arrivi tardi domani
perché sarà più bello baciarsi
pensando di essere quasi déi
annegati in una lunga eterea notte:
ma ora sposta quei veli
che coprono il tuo corpo pieno
tra il materno e il piacente.

Ti saluto Mezzaluna, ti lascio
bucare il muro di nuvole
che ti opprime
e soffoca
il tuo chiacchiericcio con le stelle:
esci anche stasera,
anche se pioverà e farà freddo,
anche se scoppierà la guerra
e il mondo magari finirà:
rimani ferma e fissa,
inchiodata
al paradiso degli uomini
come guardiano della nostra follia.


luca gamberini